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Agli inizi degli anni Novanta, essendo necessaria una rivisitazione dell’intero comparto che ha regolato gli interventi in materia di edilizia pubblica, viene emessa la legge 21 novembre 1992, n. 21, che, al suo articolo 8, stabilisce che “l’Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa è l’ente pubblico funzionale del quale la Provincia si avvale per l’attuazione degli interventi di edilizia abitativa pubblica e per la gestione del relativo patrimonio”.

Tale normativa è caratterizzata da una forte tendenza a omogeneizzare i criteri e i requisiti per accedere ai benefici pubblici, adattandoli a seconda dei settori di intervento. In particolare, sono stati introdotti correttivi che riguardano la fissazione di un punteggio minimo per l’assegnazione dell’alloggio pubblico e allo stesso tempo la creazione di zone omogenee uniche per i comuni con più di 5.000 abitanti. La nuova normativa, ancora, prevede che possa esservi un’assegnazione in via prioritaria ai residenti del comune, qualora lo stesso metta a disposizione gratuitamente a Itea le aree o gli immobili al fine di realizzare alloggi pubblici. Anche nell’ambito dell’alienazione degli alloggi pubblici sono stati modificati in modo sostanziale i criteri di cessione.

Nel corso degli anni tale legge è stata ripetutamente integrata, al fine di individuare nuovi strumenti di intervento. In particolare, nell’area delle locazioni, è stato previsto un nuovo strumento che agisce nell’ambito delle locazioni private attraverso un’integrazione del canone di locazione pagato dall’inquilino sul libero mercato. Gli interventi non risultano generalizzati a tutti i soggetti in locazione del sistema locativo, ma è mirato ai soggetti che si trovano inseriti in posizione utile delle graduatorie per l’assegnazione di alloggio pubblico. L’incentivo finanziario, così come formulato, risultava uno strumento sostitutivo e temporaneo dell’assegnazione dell’alloggio, cioè fintantoché non si renda disponibile un alloggio da assegnare in via definitiva, oggi, purtroppo, vista la scarsità di aree su cui costruire e la crescente domanda di alloggio è spesso divenuto uno strumento che supplisce l’assegnazione della casa pubblica.

Agli inizi del terzo millennio la situazione sociale ed economica risulta profondamente mutata rispetto a quella della fine del XX secolo, soprattutto per quanto riguarda le caratteristiche demografiche del segmento di popolazione che si rivolge all’edilizia residenziale pubblica: scompaiono gradualmente le famiglie numerose con un conseguente sensibile aumento dei nuclei monopersonali; si registra un progressivo invecchiamento della popolazione; tendenza ad un aumento del fenomeno della scomposizione delle famiglie e per finire l’aumento dei flussi migratori. Ciò implica che anche l’operato di I.T.E.A. debba ricalibrarsi alle nuove esigenze. I principi ispiratori dell’operato di I.T.E.A. del ventennio ’80 – ’90 (fornire un’abitazione e non più solamente una casa) vengono esplicitati e ampliati nel “Piano pluriennale 2004-2008 in materia di edilizia abitativa” emanata dall’Assessorato alle politiche sociali. Tale Piano enuclea il decalogo dei valori, raggruppati in cinque ambiti di riferimento, che esprimeva la “mission” sociale della Provincia autonoma di Trento sul tema dell’abitazione e che I.T.E.A. fa suoi attraverso l’elaborazione del Codice Etico. I cinque ambiti in cui l’Istituto si impegna a raggiungere livelli di elevata performance sono: la Sostenibilità sociale perseguibile tramite l’incremento dell’offerta abitativa, la diversificazione delle tipologie di alloggi, la risoluzione della conflittualità sociale e l’incremento dei servizi rivolti all’utenza. La Qualità degli alloggi è migliorata tramite la manutenzione ordinaria e straordinaria e, per garantire un elevato comfort abitativo, la stipulazione di contratti specifici per la gestione del calore e degli impianti di elevazione. L’implementazione di tecnologie costruttive con materiali ecologici, la progettazione e costruzione di edifici con criteri di bio-archittettura, la sperimentazione di metodi e tecnologie costruttive per il risparmio energetico, la riqualificazione energetica di impianti ed edifici, il recupero di edifici storici e le urbanizzazioni secondarie sono le azioni messe in campo per garantire la Qualità urbana e la Qualità ambientale. La Qualità organizzativa viene migliorata attraverso il mantenimento e l’implementazione del Sistema di Gestione per la Qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001, l’attenzione volta al processo di continua formazione del personale e l’attuazione di progetti volti al miglioramento dell’attività svolta dal personale.

Questo nuovo approccio all’ERP genera un generale aumento della qualità degli edifici, sia adibiti a uso residenziale che a usi diversi e un proliferare di nuovi ambiti di azione in cui I.T.E.A. si cimenta; a mero titolo esemplificativo ricordiamo: l’attivazione degli interventi per l’utenza ampliata (Global Service), la sperimentazione della tecnologia informatica-telematica e dei sistemi domotici, la sperimentazione di nuove modalità abitative, come per esempio il progetto della Co-residenza attuato ad Aldeno.

Il primo lustro del XXI secolo è dunque estremamente produttivo per I.T.E.A. , sia da un punto di vista quantitativo, vengono infatti consegnati oltre 1500 alloggi di nuova costruzione di distribuiti su tutto il territorio provinciale, oltre a numerose opere di urbanizzazione primaria (strade, reti idriche, elettriche e fognarie) e secondaria (impianti sportivi, scuole, asili, RSA, sale sociali e negozi); e anche da un punto di vista qualitativo, è infatti in questo periodo che lo staff tecnico dell’Istituto si impegna a progettare opere che abbiano, oltre un elevato standard di comfort abitativo, anche elevati livelli di sostenibilità ambientale: vengono impiegate numerose tecnologie all’avanguardia, come: l’architettura in legno e la bioarchitettura, l’impiego di vernici fotocatalitiche per esterni e quello di materiali antinquinamento indoor.

L’impegno dell’Istituto in questi anni si estese anche nel resto nel resto d’Italia e del mondo, si pensi all’esperienza di Eurhonet (European Housing Net), associazione no-profit di 20 Enti e Istituzioni operanti nel settore dell’edilizia sociale di nazionalità diversa (francesi, italiani, tedeschi e svedesi). Grazie a questa collaborazione e confronto tra le diverse esperienze si è cercato di delineare le strategie per affrontare in modo vincente le problematiche che gli Enti di edilizia abitativa pubblica si trovano quotidianamente a sostenere: invecchiamento della popolazione, conflittualità/integrazione sociale, risparmio energetico e responsabilità sociale d’impresa. Altro esempio è la partecipazione al progetto per la ricostruzione della scuola di Koddaikallar – Batticaloa distrutta dallo tzunami o ancora il supporto tecnico che ha prestato per la costruzione di 96 unità abitative di edilizia residenziale pubblica in favore dei rifugiati e dei nuclei familiari vulnerabili nella Municipalità di Kraljevo, in Serbia.

Di questo periodo fu anche il lungimirante progetto e conseguente realizzazione, in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati, di due cellule abitative integrate (CAI), concepite non solo come oggetto di sperimentazione delle tecnologie domotiche, ma anche come possibili soluzioni abitative temporanee per coloro che si trovano in condizioni di disabilità e non possono usufruire dell’alloggio originario in ristrutturazione o in corso di adeguamento.

La seconda metà del primo decennio del 2000 è caratterizzata da una forte crisi economico finanziaria mondiale che non ha lasciato indenne il comparto dell’edilizia in generale e quella pubblica in particolare. Oltre a ciò, l’evento cruciale per I.T.E.A. è l’emanazione della L.P. 7 novembre 2005, n. 15 - Disposizioni in materia di politica provinciale della casa e modificazioni della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21 (Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa): l’Istituto trentino per l’edilizia abitativa (I.T.E.A.), ente funzionale della Provincia autonoma di Trento diviene ITEA S.p.A., una società per azioni a totale controllo e coordinamento della PAT.

La LP 15/2005 non impatta solamente su ITEA S.p.A., ma anche su tutto il comparto dell’edilizia residenziale pubblica. Le principali novità, oltre ovviamente alla forma giuridica della Società, sono una maggior sinergia fra gli enti territoriali coinvolti nell’edilizia pubblica, il cui operato deve convergere per realizzare il “Piano Straordinario per l’edilizia abitativa 2007 – 2016” che prevede la messa a disposizione in 10 anni di 9.000 alloggi: 3.000 di risulta, 3.000 nuove costruzioni e 3.000 a canone moderato, quest’ultima modalità di locazione è un’importante novità introdotta dalla nuova legge provinciale.

Il Piano Straordinario punta inoltre a realizzare, parallelamente allo sviluppo abitativo vero e proprio, la qualità sociale dell’abitare, intesa anche come sicurezza all’interno e all’esterno degli insediamenti abitativi, specie quelli ad alta concentrazione, conseguentemente, nel 2009 il Consiglio di Amministrazione della Società ha inoltre messo appunto il Piano Straordinario di manutenzione per il 2009, che prevede un investimento di oltre 17 milioni di euro per migliorare gli edifici della Società sia da un punto di vista della sicurezza che da un punto di vista strutturale, ed integra azioni di ristrutturazione volte all’aumento del risparmio energetico ed all’ottenimento di una migliore funzionalità degli alloggi.

Benché l’obiettivo prioritario del Piano Straordinario sia l’incremento e la razionalizzazione del patrimonio abitativo, grossa rilevanza hanno anche le strategie tese alla soluzione di problematiche di carattere più squisitamente sociale ed ambientale. Il Piano sicurezza si propone infatti di “accrescere la qualità della vita nonché la sicurezza all’interno degli alloggi pubblici”, nello specifico prestando particolare attenzione alle esigenze delle fasce deboli della popolazione e cercando di aumentare la percezione di sicurezza degli utenti.

L’attenzione riservata all’ambiente trova realizzazione nella sezione del Piano relativa alla cd. “Filiera del legno”, un percorso produttivo che riguarda la gestione della risorsa legno avendo cura di seguire la sua produzione dal taglio dell’albero all’impiego specifico in edilizia. Le finalità ed i contenuti del progetto di filiera legno-edilizia si potrebbero infatti riassumere nello slogan: “dal bosco alla casa”. Da un punto di vista operativo si tratta di costruire almeno il 10% delle nuove realizzazioni prevalentemente in legno e di eseguire alcune strutture su aree di proprietà dell’Istituto con questo pregiato materiale. In linea con tali direttive la Società elabora il primo progetto di casa in legno (denominata G.M.H. – Green Model House) e mette in cantiere, presso la propria sede, i lavori di sperimentazione del nuovo impianto geotermico.  Con un occhio di riguardo per l’ambiente, il Piano prevede che ITEA si impegni inoltre ad adottare parametri strutturali orientati al risparmio energetico, alla gestione del calore ed alla sostenibilità ambientale, sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni. I sistemi adottati saranno quelli del sistema internazionale di valutazione energetica e ambientale LEED-NC-EB.

Sostanziali modifiche sono state introdotte anche all’indicatore ICEF (Indicatore della Condizione Economico Familiare), indicatore previsto già dalla normativa provinciale precedente, ma che trova completa efficacia solamente dopo l’entrata in vigore della LP 15/2005, l’ICEF deriva dall’elaborazione di dati ed informazioni relativi al reddito, al patrimonio e alla composizione anagrafica del nucleo familiare considerato. Tali dati e informazioni, combinati sulla base di particolari parametri e meccanismi di calcolo, diversi a seconda del tipo di agevolazione pubblica richiesta, consentono di misurare la condizione economica del nucleo. Il fine perseguito con l’introduzione dell’ICEF è una maggiore equità nella distribuzione dei benefici erogati dal Sistema ERP.

Benché il “Piano Straordinario per l’edilizia abitativa 2007 – 2016” terminasse nel 2016, ITEA S.p.A. continua, in assenza di un piano aggiornato, ad aggiornare il Socio Unico, la Provincia autonoma di Trento fino a fine 2019, quando la Società aveva immesso nel circuito abitativo 6.106 alloggi per il canone sociale, il 95,65% di quelli previsti per le nuove costruzioni e alloggi di risulta e 350 alloggi per il canone moderato e concordato, il 52,1% dei 691 previsti.

Nonostante la crisi economica e sanitaria che ha imperversato negli ultimi anni, ITEA S.p.A. ha sempre cercato di restare fedele alla sua mission cercando di far fronte alle innumerevoli condizioni avverse, impegnandosi sui diversi fronti secondo le direttive provinciali. Su questo fronte, come per le leggi precedenti, anche la LP 15/2005 è stata più volte affinata per rendere la politica provinciale della casa più duttile e pronta a rispondere alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione, l’ultima importante novità è stata l’introduzione della Carta dell’inquilino entrata in vigore il 1° gennaio 2022.

Sempre sul piano normativo un mutamento epocale è stato quello che ha visto il 22 dicembre 2020, l’approvazione da parte della Giunta provinciale, la nuova Convenzione per l’affidamento a Itea Spa dell’erogazione del servizio pubblico di edilizia sociale ai sensi della legge provinciale 7 novembre 2005, n. 15, ridisegnando i rapporti con il socio unico e ridefinendo i perimetri dell’attività svolta dalla Società.

Sulla base di questa nuova convenzione Itea Spa, infatti, eroga un Servizio di interesse eco­nomico generale (SIEG). La convenzione definisce, in particolare, le modalità per l’assegnazione e l’utilizzo dei finanziamenti, gli adempimenti della Società ai fini della rendicontazione, nonché la messa a disposizione degli alloggi sociali di proprietà della Provincia autonoma di Trento. Oltre ai rapporti finanziari, vengono disciplinate le attività necessarie all’erogazione del servizio pubblico di edilizia sociale e, in particolare, quelle riferite alla gestione del patrimonio abitativo in proprietà o disponibilità della Società e quelle relative all’attuazione del Piano strategico triennale, individuato quale strumento di programmazione concordata per la conservazione e l’incremento del numero degli alloggi sociali. Tale obiettivo viene attualmente perseguito anche tramite degli strumenti nuovo come il PPP e l’utilizzo di risorse derivate dagli incentivi statali, come il Superbonus 110% e il Pnrr.

Sul versante più squisitamente sociale, ovvero di concernente il rapporto con la propria utenza negli ultimi anni la Società ha lavorato alacremente per migliorare la comunicazione con i propri inquilini; in quest’ottica ha ridisegnato il proprio siti rendendolo più user friendly, ha messo on line il Portale Utenti che permette a tutti gli inquilini di avere a portata di mano tutta la documentazione e le informazioni che gli sono necessarie, ha rieditato la Carta dei Servizi a curato l’organizzazione delle varie edizione della Festa dei Vicini, dal 2009 al 2019, che dal 2020 è Giornata dei Vicini più vicini; ha siglato delle convenzioni con i corpi di polizia municipale per aumentare il senso di sicurezza del proprio inquilinato, ha collaborato con la Provincia nella redazione della Carta a punti introdotta con le modifiche normative nel gennaio 2020.

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