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Casa Itea solamente a chi la merita

In un mondo perfetto non avremmo dovuto leggere nelle pagine di cronaca episodi, come quelli apparsi le scorse settimane, che hanno avuto tra i protagonisti dei criminali che, ahimè, beneficiavano di un bene pubblico, quale la casa. 

In un mondo perfetto non dovremmo leggere di nuclei che lamentano problematiche che, magari, si potrebbero facilmente risolvere con un po' più di collaborazione e attenzione nella conduzione di un bene che è di tutti, quale la casa pubblica.

In un mondo perfetto l’assegnazione di un alloggio pubblico dovrebbe tener conto, oltre che delle condizioni economiche e familiari del nucleo, anche della volontà di quest’ultimo di stringere un patto di reciprocità che sancisca l’impegno verso la cittadinanza di rispettare e avere cura del bene comune messo a disposizione, la casa.

Ma si sa, viviamo in un mondo imperfetto! Questa consapevolezza che nel nostro piccolo, che poi tanto piccolo non è in quanto gestiamo più di 10.000 alloggi, non ci abbatte, anzi, ci sprona a voler mettere in moto tutte quelle azioni che ci consentono di migliorarlo questo mondo!

Ecco allora che ci impegniamo affinchè la collaborazione che Itea ha da sempre con le forze dell’ordine e le amministrazioni comunali diventi sempre più fattiva, grazie all’istituzionalizzazione di specifiche convenzioni che ci consentono di promuovere, nell’interesse dell’intera comunità, azioni di intervento, prevenzione e controllo sull’utilizzo abusivo del nostro patrimonio abitativo. Ciò non solo permette di contrastare il perpetrarsi di un uso scorretto dell’alloggio pubblico, ma, dando immediato seguito alle segnalazioni che arrivano dai cittadini, diamo dimostrazione che Itea e le forze dell’ordine ci sono, rafforzando quel senso civico e di partecipazione indispensabile per la tutela del bene comune e la sicurezza dell’intera comunità.

Ed è proprio su quest’ultimo punto che sentiamo la necessità di proseguire e migliorare il dialogo con la nostra utenza ed essere tra i soggetti che contribuiscono attivamente a creare quel senso di comunità che diviene indispensabile per non “isolarsi” o sentirsi “soli” all’interno delle proprie abitazioni che troppo spesso, per alcuni di noi, si trasformano da luoghi sicuri in gabbie di paura o di violenza da cui non è facile uscire se non con il sostegno e l’aiuto degli altri.

In questi mesi, insieme ad altre due aziende per la casa di Milano e Firenze, che come Itea si occupano di edilizia popolare, abbiamo portato avanti, per conto di tutte le aler e ater nazionali associate Federcasa, un progetto “Educare all’abitare” che ha come tematica centrale l’accompagnamento all’abitare dell’inquilinato secondo uno stile di vita resiliente. La conclusione del progetto vede la realizzazione di un manuale che verrà condiviso con tutti gli enti gestori nazionali e l’inquilinato e raccoglie tutti quegli strumenti pratici per un abitare consapevole relativi alla gestione delle parti comuni, alla limitazione dello spreco di risorse, alla condivisione di attività tra i residenti, alle risorse e servizi offerte dal territorio, alla creazione di senso di comunità.    

In quanto gestori di edilizia sociale, non siamo dei meri “padroni di casa” o “gestori immobiliari”, ma rivestiamo un ruolo ben più ampio e diversificato. Offrire un’abitazione alle fasce di popolazione che ne hanno necessità è un servizio non solamente tecnico-amministrativo, ma dai forti connotati socio-assistenziali. Per tale motivo l’ascolto e il dialogo continuo con le varie realtà e istituzioni del territorio sono fondamentali, come lo sono con l’inquilino stesso.

Nonostante i cambiamenti avvenuti negli anni, Itea, con il suo servizio all’inquilinato sul territorio e con l’individuazione dei referenti condominiali all’interno dei propri stabili, continua a coltivare la sua lunga tradizione di attività – Itea è nata nel 1922 - volte a promuovere e sostenere la serena convivenza all’interno dei propri abitati, nella convinzione che, se la manutenzione tecnica è fondamentale per potere offrire abitazioni confortevoli e adeguate alla vita di un nucleo familiare, altrettanto importante è la “costruzione” e manutenzione costante di buone relazioni tra inquilini e ente gestore e tra gli inquilini stessi, creando un clima abitativo sereno e solidale.

Si dice che si diviene resilienti quando le relazioni ed i legami tra le persone e la comunità sono forti. E, lo abbiamo visto ancor di più in questo particolare momento, la casa diviene uno dei luoghi principali dove è possibile trovare le risorse per divenire resilienti. Ma per farlo è importante che in quel luogo regni la serenità. Una serenità dettata dalla propria condizione familiare, creata dal calore dei nostri cari e rinforzata dalla sicurezza di avere un tetto certo sotto il quale poter fare progetti di vita. Come ribadisco ogni volta, in occasione della consegna delle chiavi degli alloggi ai nuovi inquilini assegnatari, anche i rapporti di buon vicinato, la cura ed il rispetto delle parti comuni e la qualità delle nostre abitazioni concorrono a generare e a tutelare tale tranquillità.

Sta per terminare un anno difficile che ha messo a dura prova ognuno di noi. Auspico che nel nuovo anno si rinnovi con la nostra utenza e la cittadinanza, quel patto di piena collaborazione e di rispetto reciproco indispensabili per garantire che il diritto di un bene pubblico, quale appunto la casa, sia beneficiato da chi ne riconosca il pieno valore.

Salvatore Ghirardini

Presidente Itea Spa

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